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sabato 26 maggio 2012

Li vuoi quei kiwi?


Inauguriamo questo nuovo spazio virtuale con una birra “Space Man” IPA accanto, per la quale ringraziamo il nostro birraio di fiducia, che oggi sfoggiava il nuovo taglio “Proprio mo’ me so tajato i capelli, ho scelto il momento giusto”, guardando al cielo plumbeo, foriero di prossime grandine e sventure.
Trattasi di una birra italiana prodotta con luppoli della West Coast americana, quindi dai classici aromi estremamente fruttati (parole più o meno sue, del birraio) e ottima per accompagnare aperitivi a base di nachos e pseudo-galbanino del Conad, ispirare nuovi blog, parlare di birrai e riempire l’aria di aromi aromatizzati all’aroma. Di pompelmo. Della West Coast. Romana.
Dunque, sfidiamo chiunque a declinare al plurale “burro cacao”. Noi abbiamo preso una posizione chiara: burri cacai. Punto. Che siate d’accordo o meno, o facciate parte di quella schiera di persone che si astengono, utilizzando derivati e ripieghi indecenti quali: stick per labbra idratanti, balsami restitutivi dell’idratazione primaria delle mucose labiali (sti snob del cacchio), labelli vari (dei miei stivali).
Per cui, burri cacai. Punto e basta.
Perdonate l’arroganza, ma su questo blog non troverete buonismi esasperati ed esasperanti, lodi ingiustificate “tanto per”, complimenti e leccatine vari, e neanche considerazioni su quanto siamo fortunati a vivere in un posto “che i Giapponesi ci vengono dal Giappone”.
A proposito, Mab vorrebbe fare uno scambio. Lei se ne andrebbe volentieri a Tokio in cerca dei suoi attori di drama preferiti, e Lab accoglierebbe a braccia aperte una studentessa giapponese maestra di sushi perché “quelle quando ti servono si inginocchiano e a me mi piace, ma non per sudditanza, perché sono gentili, e a me mi piace”.
Molto bene. Cominciamo con gli improperi.
Ma porca di una miseriaccia bastarda, tu, inquilina del piano di sopra, che cosa avrai da passeggiare tutto il giorno in tacchi a spillo per casa?! Non potrebbe fermarti subito una vescica?! Cosa credi, di essere Cristina Del Basso del Grande Fratello? Nessuno ti vede mia cara, ma qualcuno ti ascolta e prima o poi verrà su munito di mannaia. Poi, perché ogni sera sposti il letto matrimoniale in una stanza diversa per poi rimetterlo dov’era alle 7 del sabato mattina??? E perché inviti a cena psicopatici alcolizzati che appena vedono la scalinata di un condominio, guardano l’orologio e, se siamo fortunati ed è passata la mezzanotte, non resistono e si rincorrono come Georgy e i suoi fratelli incestuosi e felici sui prati?!
Non risponderai, del resto non sappiamo neanche chi tu sia, altrimenti ti avremmo portato una bella torta (corretta al tavor) come regalo di buon vicinato.
Ma cambiamo decisamente argomento come al telegiornale.
Abbiamo vissuto anche in altre città del mondo e una cosa le accomuna tutte: la puzza di sudore di alcuni individui, più o meno sospettabili, che salgono sull’autobus, di mattina presto, trovano posto accanto a noi e ritengono necessario sostenersi ai supporti alti, con le ascelle in modalità “on”, infestando l’ambiente circostante e costringendoci a tornei di apnee, giramenti di testa, svenimenti e conati di vomito (in quest’ordine ma anche no) improvvisi.
Borotalco finito?! Sudore garantito.
Questa, come altre tristi pubblicità, sarà oggetto di nostri altri insulti nel prossimo post. Lo sappiamo che non vedete l’ora.
Un abbraccio, Adam. Ehm, no quello di Mistero costituirà una mini-serie a puntate di nostri interventi accusatori (Paola preparati, e Jane mangia qualche volta, e Marco Berrì cresci e Daniele Bossari….fai qualcosa per quel culone).
Che la nostra texture vellutata si stenda delicatamente sulle vostre labbra screpolate.

I Burricacai, Mab e Lab.